lunedì 16 agosto 2010

Cristina Landi - My Life In Denim

I jeans ed io. Una relazione che dura ormai da quasi 18 anni. Mia madre mi ha raccontato, infatti, che mi fece indossare i primi jeans quando avevo appena l'età di cinque mesi! Incredibile, no?. E mi racconta anche che, all'eta di tre anni circa, caschetto biondo e Lelly Kelly colorate ai piedi, volevo sempre i miei inseparabili jeans.
Secondo la mamma, poi, seguì un periodo, protrattosi per tutti gli anni delle elementari, di antipatia nei confronti di quei pantaloni e di preferenza per capi più eleganti. Un astio, però, destinato a tramontare con l'avvicinarsi dell'adolescenza e dei suoi cambiamenti. Eh già. Il corpo cambia e inizialmente non lo si accetta, perché non lo si conosce ancora bene. La taglia non è mai quella giusta. Mai nulla sta bene. Tranne i jeans. Che si adattavano bene alle mie forme e nei quali mi sentivo più a mio agio.
Blue jeans. Abbinati a maglioncini e polo di tutti i colori, scarpe da tennis, mocassini e stivali. Cinque tasche, jeans colorati, con applicazioni, stracciati, a vita bassa o a vita alta. Si, proprio così. Anche quando la vita bassa la faceva da padrone, a me piaceva indossare i 501, i classici Levi's.



Ultimamente i jeans non li uso molto, poiché in estate preferisco tessuti come il cotone o il lino, ma in genere li indosso per andare a scuola o quando vado di fretta, in quanto, grazie alla loro versatilità, riesco a creare gli abbinamenti giusti nel minor tempo possibile.



Tuttavia la relazione Cristina-Jeans non è sempre rose e fiori. Capita spesso che mi innamori di un certo paio, che purtroppo non mi sta per niente bene. Troppo lunghi. O troppo larghi alle gambe. Per questo, quando
acquisto dei jeans presto molta attenzione al tipo di denim, al lavaggio, alle cuciture sul lato B e alla lunghezza della gamba.



Cristina Landi

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